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Il blog della Casa Circondariale di Torino
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  • 12/12/07--10:27: Di: michelangelo
  • Tu non hai bisogno di parole, che già te ne sei dette tante, che qualunque commento ti arrivi dall'esterno non farebbe che aumentare la tua disperazione. E' la stanchezza Bama che ti frega. Quella stessa stanchezza mentale in cui sempre più spesso cadi, cedendo le tue forze al tempo ed esso tempo ti nasconde l'accellerazione dei processi degenerativi ai quali ineluttabilmente ti sei avviato. E il tempo t'inganna facendoti capire che si è fermato per te. E la tua stanchezza ormai ti ha convinto che sei fuori dal tempo. MA LE COSE NON STANNO COSI'! Un orologio che si ferma può fermare il tempo? E tu Bama sei nel tempo. Sei il tempo, eterno ed infinito. E questo è un altro discorso che faremo dopo. Leggi e rileggi Bama con mente attenta e sappi che stai scalando una montagna coi denti. E intanto ti accorgerai di essere meno stanco. Ed è l’inizio del cambiamento di tendenza. Ricordati Bama siamo noi che abbiamo bisogno di te.

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  • 12/12/07--11:21: Di: perdamasco
  • Ritrovo lo stesso momento di BLACK OUT fra la fase precedente la nascita ed il successivo venir alla luce. Con altre parole, da ammasso di cellule non coscienti della vita, ad ammasso di cellule coscienti della vita. Ed è chiaro che c'è paura! La paura verso il nuovo, e/o la paura di ricominciar di nuovo. Ma il principio della vita, e di ogni vita, non è la paura: è la vita. Non temere più di tanto. Vai. Sii cauto. Stammi bene. Ciao.

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  • 12/17/07--05:43: Di: Blu
  • Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Pablo Neruda

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  • 12/17/07--08:27: Di: Carla
  • Ciao Bama, Stasera è partito un pacchettino che contiene un libro per te ed uno per Pierrot. Non avendo i vostri veri nomi ho usato i nick. Vi arriveranno? Spero di si. E' il mio regalo di Natale

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  • 12/17/07--09:33: Di: lorenzo
  • Vivo nel continuo divenire godendo di piccole scoperte quando il giorno sommerge le ansie con le ore bilanciando il pensiero con il reale trovando nuovi accordi e malodie casuali coprendosi pian piano di tante meraviglie ora dopo ora susseguendosi intatto. Sono in crescita perenne pianta mai radicata pronta ad attecchire altrove. Vivo del continuo divenire cespuglio trasportato dal vento acacia nella savana battito di ciglia che incanta mai stanco di scoprire mai domo di fatica. Le intemperie della vita forgiano il pensiero ed io lo seguo obbediente fidandomi.

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  • 12/21/07--02:27: Di: Casa di Riposo Trisoglio
  • Carissimo Bama, la vita ore ti sorride e ti avvolge come fosse un vortice di solenne felicità. Non commettere più reati che ti possano far ritornare in quel posto maledetto. Le inviamo un articolo tratto dal nostro giornalino di natale "La Casa dei Fiori e dei Colori" BEDONIA Io sono Giuseppina e sono nata a Foppiano nella provincia di Parma nel comune di Bedonia. Io facevo la contadina e tutte le mattine mi alzavo presto per guardare i miei animali che erano due mucche, qualche pollo e la capretta Alba. Questa capretta era molto furba e mi rispondeva ogni volta che la chiamavo e infilava la testa sotto i ginepri per mangiare l’erbetta più fresca. Le mie due mucche facevano il latte e noi lo utilizzavamo sia per berlo sia per fare del buon formaggio. Per fare il formaggio riempivamo dei contenitori con il latte aggiungendoci il caglio e poi lo coprivamo con un peso per far colare tutto il latte in più. Con il latte che avanzava facevamo la ricotta che era buonissima! Nel mio paese c’era una piccola Cappella dedicata a San Venanzio ed io tutte le mattine andavo a messa a piedi e c’era quasi un’ora di cammino! Ma camminare era bello con le montagne che facevano da cornice! Quando arrivava settembre andavo a cercare i funghi perché quelli buoni ci sono a settembre. Una volta raccolti questi funghi li pulivo e li tagliavo per poi farli seccare così si conservavano per tutto l’anno. Vicino alla mia casa di pietra scorreva il fiume Taro dove andavo a prendere l’acqua ; un giorno non pioveva ormai da tempo e il livello dell’acqua era molto basso e mentre prendevo quella poca acqua ho trovato un sasso con sopra scritto: quando mi troverete piangerete! Si vede che la siccità era gia arrivata nei tempi passati. A maggio c’era la festa del paese dedicata sempre a San Venanzio, era bello vedere il paese in festa con dolci e ciambelle che rallegravano i bambini! Il mio paese era proprio bello e penso che lo sia ancora. Giuseppina Ospite della Casa Di Riposo Trisoglio

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  • 12/12/07--11:21: Di: perdamasco
  • Ritrovo lo stesso momento di BLACK OUT fra la fase precedente la nascita ed il successivo venir alla luce. Con altre parole, da ammasso di cellule non coscienti della vita, ad ammasso di cellule coscienti della vita. Ed è chiaro che c'è paura! La paura verso il nuovo, e/o la paura di ricominciar di nuovo. Ma il principio della vita, e di ogni vita, non è la paura: è la vita. Non temere più di tanto. Vai. Sii cauto. Stammi bene. Ciao.

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  • 12/17/07--05:43: Di: Blu
  • Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Pablo Neruda

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  • 12/17/07--08:27: Di: Carla
  • Ciao Bama, Stasera è partito un pacchettino che contiene un libro per te ed uno per Pierrot. Non avendo i vostri veri nomi ho usato i nick. Vi arriveranno? Spero di si. E' il mio regalo di Natale

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  • 12/17/07--09:33: Di: lorenzo
  • Vivo nel continuo divenire godendo di piccole scoperte quando il giorno sommerge le ansie con le ore bilanciando il pensiero con il reale trovando nuovi accordi e malodie casuali coprendosi pian piano di tante meraviglie ora dopo ora susseguendosi intatto. Sono in crescita perenne pianta mai radicata pronta ad attecchire altrove. Vivo del continuo divenire cespuglio trasportato dal vento acacia nella savana battito di ciglia che incanta mai stanco di scoprire mai domo di fatica. Le intemperie della vita forgiano il pensiero ed io lo seguo obbediente fidandomi.

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  • 12/21/07--02:27: Di: Casa di Riposo Trisoglio
  • Carissimo Bama, la vita ore ti sorride e ti avvolge come fosse un vortice di solenne felicità. Non commettere più reati che ti possano far ritornare in quel posto maledetto. Le inviamo un articolo tratto dal nostro giornalino di natale "La Casa dei Fiori e dei Colori" BEDONIA Io sono Giuseppina e sono nata a Foppiano nella provincia di Parma nel comune di Bedonia. Io facevo la contadina e tutte le mattine mi alzavo presto per guardare i miei animali che erano due mucche, qualche pollo e la capretta Alba. Questa capretta era molto furba e mi rispondeva ogni volta che la chiamavo e infilava la testa sotto i ginepri per mangiare l’erbetta più fresca. Le mie due mucche facevano il latte e noi lo utilizzavamo sia per berlo sia per fare del buon formaggio. Per fare il formaggio riempivamo dei contenitori con il latte aggiungendoci il caglio e poi lo coprivamo con un peso per far colare tutto il latte in più. Con il latte che avanzava facevamo la ricotta che era buonissima! Nel mio paese c’era una piccola Cappella dedicata a San Venanzio ed io tutte le mattine andavo a messa a piedi e c’era quasi un’ora di cammino! Ma camminare era bello con le montagne che facevano da cornice! Quando arrivava settembre andavo a cercare i funghi perché quelli buoni ci sono a settembre. Una volta raccolti questi funghi li pulivo e li tagliavo per poi farli seccare così si conservavano per tutto l’anno. Vicino alla mia casa di pietra scorreva il fiume Taro dove andavo a prendere l’acqua ; un giorno non pioveva ormai da tempo e il livello dell’acqua era molto basso e mentre prendevo quella poca acqua ho trovato un sasso con sopra scritto: quando mi troverete piangerete! Si vede che la siccità era gia arrivata nei tempi passati. A maggio c’era la festa del paese dedicata sempre a San Venanzio, era bello vedere il paese in festa con dolci e ciambelle che rallegravano i bambini! Il mio paese era proprio bello e penso che lo sia ancora. Giuseppina Ospite della Casa Di Riposo Trisoglio